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Monte Cistella

Monte Cistella 2880 m

Di Paolo Crosa Lenz

Luogo di partenza: Crodo – Foppiano 1210 m
Dislivello:  1670 m
Tempo di salita: ore 5
Difficoltà: EE

Il massiccio del Monte Cistella si trova in straordinaria posizione baricentrica nel cuore del sistema di valli ossolane. Visibile dappertutto, è una bella montagna la cui ascensione è di sicura remunerazione paesaggistica e ambientale. La sua cima rocciosa, a strati di micascisti alternati a calcari e dolomie ricoperti dallo gneiss di Lebendun, è una meta ambita e ricercata dagli escursionisti locali.

In una giornata limpida l’occhio vaga dal Monviso alla Jungfrau; Domodossola  e la piana ossolana  si stendono vicine, mentre lontana e indistinta si indovina la Pianura Padana. Tutte le grandi montagne dell’Ossola possono essere riconosciute con un rapido sguardo.

Due vasti altopiani desolati e rocciosi separano la vetta del Cistella dalle altre due cime del gruppo (il Pizzo Diei e il Corno del Cistella); a nord, una dirupata e repulsiva parete precipita sulla conca dell’alpe Brumei. I Piani del Cistella sono un luogo strano e affascinante: carsismo e fenomeni crionivali hanno creato crepacci e fenditure in una sucessione di terrazze e colline detritiche, la tradizione popolare vi ha ambientato leggende arcane, il vento soffia libero e padrone in quello spazio senza confini.

A pochi minuti dalla vetta sorge il rifugio “Giovanni Leoni”, costruito nel 1901 dall’allora sezione Ossolana del CAI e dedicata al poeta dialettale “Torototela”, che costituisce un valido punto di appoggio in caso di cattivo tempo. Molti si chiederanno cosa può servire un bivacco in cima ad una montagna; la risposta è nelle parole di chi fortemente lo volle costruire affinché fosse reso “agevole di ammirare il vago spettacolo del tramonto e del sorgere del sole da questa cima”.

La salita al Cistella da Foppiano è una gita di ampio respiro: lunga e faticosa, su un itinerario discretamente frequentato e ben segnalato. Richiede allenamento e fiuto della montagna, con la nebbia è assai complesso attraversare il Piano del Cistella Basso, un altipiano desertico lungo un chilometro e largo cinquecento metri.


Si posteggia l’auto nell’area di parcheggio della zona pic-nic di Foppiano, poiché oltre ci sono difficoltà a lasciare il mezzo; si scende di qualche metro per ritornare sulla strada asfaltata che si segue verso sinistra, compie un paio di tornanti, diventa sterrata e va a spegnersi nell’alveo di un canale detritico che si attraversa in falsopiano.

Pressoché pianeggiando, si arriva superare il torrente Alfenza su un ponticello formato da due assi, per uscire quindi sulla mulattiera che porta al vasto alpeggio di Prepiana. Alle prime baite (cartello indicatore), il sentiero si alza ripido sulla sinistra e con una serie di tornanti porta alla radura e quindi alla casette dell’alpe Viscardi.

Dalle ultime casette si esce in piano a sinistra, ma subito il sentiero inizia a salire fra gli alberi per raggiungere uno spiazzo e quindi proseguire sulla pista che porta all’alpe Giannelli, contraddistinto da una solitaria baita che però non si tocca (1792 m – ore 1,30).

Ci si porta invece in direzione della grossa fontana posta al centro dell’alpeggio per alzarsi nuovamente sul sentiero decisamente faticoso, che guadagna velocemente quota pressoché diritto fra la vegetazione sempre più rada. Si volge ancora a sinistra per attraversare un marcato canale sassoso su una placca e riprendere la salita con un lungo traverso che porta quasi sotto la verticale della croce dei Meri.

Si volge quindi a destra per raggiungere un modesto pianoro, dove il sentiero devia a sinistra per alzarsi dapprima leggermente e poi via via sempre più ripido con pendenza davvero marcata. Si oltrepassa un masso aggettante e quindi, volgendo a destra, si arriva a guadagnare la cresta su un modesto valico, noto come Bocchetta di Balmafredda (2430 m – 1,30; 3).

Girando a destra si segue la dorsale che diventa via via più aerea e ben presto il pascolo lascia posto a facili sfasciumi. Si sale pressoché diritti portandosi nella zona rocciosa, chiamata La Costetta, che costituisce il passaggio obbligato dell’ascensione dove una trentina di anni fa è stato posto un corrimani di tubi che aiuta nella salita. Sono circa una trentina di metri al termine dei quali si sbuca su un vasto pianoro: la salita più dura è terminata. Si arriva sul primo gradino del Piano del Cistella Basso.

Alzandosi gradatamente, si guadagna un modesto canale che porta ad un altro pianoro sassoso che deve essere salito in diagonale sino ad incrociare il sentiero che sale dal vallone di Solcio. Si supera l’ultima erta piodata per raggiungere il rifugio Leoni.

A destra del bivacco, si stacca il sentiero che in diagonale porta alla fascia rocciosa; la si supera senza difficoltà, aiutandosi in qualche passaggio con le mani ed in poco più di 10 minuti si tocca la croce di vetta (2880 m – ore 2; 5).