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Passo della Colmine

Passo della Colmine 1605 m

Di Paolo Crosa Lenz

Luogo di partenza: Crodo – Foppiano 1210 m
Dislivello: 395 m
Tempo di gita: ore 3,45
Difficoltà: E

L’itinerario percorre la grande foresta (pini, larici, faggi e betulle) che si stende al di sopra della riviera antigorana, tra le falde del Monte Cistella e quelle della Colmine di Crevola. E’ una gita piacevole e poco faticosa, per ossigenare i polmoni camminando nel bosco.

Buoni sentieri portano al valico, poco più di una modesta depressione sulla dorsale che forma la cima della montagna. Verso nord si apre la stretta Bocchetta del Lupo, un tempo chiamata “Bocchetta d’Argnay” dal nome di un alpeggio sul versante di Varzo. Il toponimo deriva sicuramente dall’ampia buca che si trova nei paraggi del valico e che richiama le “luere”, le fosse scavate un tempo dagli alpigiani come trappole per la cattura dei lupi, che fino alla metà dell’800 infestavano queste valli.

Più a sud il crinale si apre nell’ampia radura dell’alpe Genuina, dove la leggenda vuole che un tempo esistesse un bellissimo drago dalla pelle variopinta e dalle ali azzurre, ma fu scacciato dagli uomini che lo volevano come ambito trofeo di caccia. Genuina, anche senza drago, è una bella balconata che domina i due versanti. Tutto è semplice e lineare: le baite, i muri di recinzione in pietra, i pozzi scavati nel sasso, il masso cupellato proteso su Varzo. Un luogo solare come pochi altri.

Il Passo della Colmine e la vicina Bocchetta del Lupo sono i valichi degli antichi collegamenti fra Varzo e Crodo. Utilizzando questi sentieri e i due valichi, l’escursionista può liberamente creare itinerari disegnati sulle proprie esigenze e interessi. Una suggestione per i camminatori sulle lunghe distanze: discesa a Solcio, pernottamento al rifugio, salita al Cistella per l’omonimo canalone e rientro a Foppiano lungo la via della Costetta (due giorni immersi nella montagna).

Dall’albergo “Punta del Frate” si stacca a sinistra una strada consortile che entra pianeggiando nel bosco e, volgendo a destra, diventa ben presto un ampio sentiero che si percorre senza difficoltà sino all’alpe Camplero. Fra le baite, sulla sinistra si alza ripida la strada che entra nuovamente nel bosco, dove si trova il bivio per la Bocchetta del Lupo.

Si volge a sinistra alzandosi in diagonale per raggiungere la fontana dell’alpe Cavoraga (1410 m); si esce ancora a sinistra lungo la bella pista che porta al Passo della Colmine, poco più che una insellatura nel fitto bosco (1605 m – ore 1,30).

Il valico è un crocevia di sentieri: a Varzo, a Solcio (attraverso la Bocchetta del Lupo) oppure alla Colmine di  Crevola lungo l’itinerario ben segnalato dell’Alta via della Valle Divredro.

Si volge a sinistra verso il versante antigoriano e si supera il bivio per Cheggio; si prosegue diritti per arrivare all’alpe Genuina (1605 m – ore 0,30; 2). Dal nucleo principale delle baite, dove si trova un pozzo per l’acqua scavato nella roccia. si volge a sinistra per scendere dapprima a costeggiare un muretto e poi, lungo una traccia, direttamente nel fitto bosco.

Il sentiero perde rapidamente quota; si arriva quindi ad un bacino idrico addossato ad un grosso sasso, si esce pianeggiando a sinistra e si raggiunge in breve la bella radura dell’alpe Cheggio (1350 m – 0,30; 2,30).

Dalle casere si scende sul prato verso sinistra e si imbocca la bella pista che porta alla Cappella (1351 m),un’edicola posta su di uno sperone panoramico. La mulattiera perde quota nel bosco; al primo bivio segnalato, si volge a sinistra, lasciando perdere la pista che porta a Mozzio, e si risale per giungere ai casolari di Flecchio (1116 m – ore 0,45; 3,15). Dalla cappella al centro dell’alpeggio, si volge a sinistra imboccando la mulattiera che diventa ben presto sentiero e sale piuttosto ripida verso montagna, immettendosi in breve sull’itinerario di salita che porta a Foppiano.