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In cammino tra natura, cultura e spiritualità: San Rocco

In cammino tra natura, cultura e spiritualità: San Rocco

SAN ROCCO

Montpellier 1350 ca – Voghera 16 agosto 1376-1379

Protettore dei prigionieri, degli emarginati e degli invalidi, dei farmacisti e dei volontari, dalla peste e dalle malattie epidemiche in genere. Patrono di Montpellier e di molte città italiane.

Agiografia

Rocco nacque da una famiglia nobile. I genitori, Giovanni e Liberia, molto devoti, avevano molto pregato per avere un figlio, che arrivò in tarda età alla coppia e che allevarono secondo i dettami di fede.

Rocco rimase orfano a vent’anni e i genitori, sul letto di morte, si fecero promettere che non avrebbe mai disconosciuto i precetti cristiani. Rocco allora diede in offerta i suoi averi ai poveri e ad alcuni luoghi di cura e indossò le vesti del pellegrino, che al tempo erano un cappello a tesa larga, un mantello, un bastone da viaggio, la conchiglia di San Giacomo de Compostela (una capasanta simbolo del Santo ma anche del pellegrinaggio), una sacca e una borraccia.

La sua meta era Roma, dove voleva visitare il sepolcro di San Pietro e di San Paolo. Non molto lontano da Roma si imbattè in una tremenda pestilenza che stava decimando la popolazione. Decise di mettere in pratica la sua missione evangelica, dedicandosi alla cura materiale e spirituale degli ammalati.

Iniziò ad Acquapendente, vicino a Viterbo, dove riuscì a guarire molte persone anche grazie a interventi miracolosi. Giunse infine a Roma, dove si fermò tre anni, sempre continuando il suo mandato apostolico. Quando la pestilenza raggiunse altre città d’Italia, il suo intento umanitario lo portò a Rimini, a Cesena, a Novara e infine a Piacenza. Fu proprio lì che il Santo si accorse di aver contratto egli stesso la peste. Si ritirò quindi in un boschetto, per non contagiare nessuno e attendere la morte che di lì a poco l’avrebbe raggiunto. Ma miracolosamente ogni giorno un cane gli portava un pezzo di pane per sfamarsi; infine giunse un angelo che lo guarì.

Rocco riprese allora il cammino verso casa ma a Voghera venne ingiustamente incarcerato con l’accusa di spionaggio. Egli non si oppose a tale incarcerazione, credendola necessaria all’espiazione dei suoi peccati. Dopo cinque anni di reclusione, chiese la visita di un sacerdote. Morì la notte stessa. Alcuni prodigi seguirono a quella morte, tali da indurre il governatore che aveva firmato il suo arresto a visitarne il cadavere. Scoprì allora sul corpo di Rocco una croce rossastra che portava impressa dalla nascita e che lo fece riconoscere come suo cugino, il figlio di Giovanni e Liberia che si era dato all’anonimato previsto per un pellegrino. Ormai non si poteva più rimediare al torto fatto, se non organizzando in onore del Santo un funerale degno di un principe.

Iconografia

San Rocco è uno dei Santi maggiormente riconoscibili, in quanto viene rappresentato con l’abito del pellegrino e ha spesso come compagno un cane che porta in bocca un tozzo di pane. Spesso anche una piega dei pantaloni è scostata sulla gamba per rendere evidente la presenza di un bubbone di peste infetto. Alcune raffigurazioni vogliono dare un significato alle miracolose guarigioni da lui operate nella cura degli appestati: egli sarebbe stato uno studente di medicina e nella borraccia portava un medicamento curativo, così come in mano gli si raffigurano dei primitivi bisturi con cui si incidevano le pustole per favorire la fuoriuscita del pus infetto.

Curiosità

Le spoglie di San Rocco da Voghera subirono molti trasferimenti. Ora a Voghera c’è solo una parte delle ossa del braccio, un braccio è stato portato a Roma per volontà di Papa Clemente VIII e una porzione di reliquie, tra cui una tibia, fu donata alla chiesa-santuario a lui dedicata a Montpellier. Il resto è custodito dalla Chiesa di San Rocco a Venezia.

Preghiera a San Rocco

Glorioso San Rocco, che per la Vostra generosità nel consacrarvi tutto al servizio degli appestati e per le vostre sante preghiere faceste cessare la peste e guarire gli ammalati in molte città, deh otteneteci la grazia di essere preservati, per la vostra potentissima intercessione, da un flagello così spaventoso e da ogni male. Otteneteci specialmente di essere preservati da quella peste dell’anima che è il peccato, onde poter un gionro con Voi godere in cielo.                                                           Its. Miss. Figlie di S. Paolo

Tratto da “Piccolo atlante dei Santi di campagna – Protettori e Patroni” di Anastasia Zanoncelli – 2^edizione 2012 – Edizioni del Baldo – Verona

IL CULTO DI SAN ROCCO, PATRONO DI VICENO